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01 maggio 2017

Il mito di Europa e le nuove monete europee

Cratere a figure rosse, Puglia IV secolo a.C., Museo del Louvre

Le nuove banconote della serie Europa 





Il documento video è tratto dalla serie Rai in otto episodi Una Europa realizzata da Folco Quilici nel 1976-1979, sotto la direzione di Fernand Braudel, e la partecipazione di Claude Lévi Strauss, André Leroi-Gourhan, Massimo Pallottino e numerosi altri studiosi. Nel video lo studioso Furio Jesi parla del mito di Europa, la giovane che dalle coste della Fenicia viene trasportata da Zeus, in forma di toro, sulle coste dell'isola di Creta.

Trascrizione dell'intervento di Furio Jesi:
Siamo nelle neve, siamo nella nebbia, in una campagna padana e quindi paradossalmente le circostanze sono adeguate ad evocare un mito che è partito da una tradizione solare, da un'immagine solare come quella del mare della Fenicia, come quella di Creta; ma che ha come protagonista una figura, Europa, che, a ben guardare, è una figura lunare, anziché solare, quindi una figura molto più ambigua, una figura in cui la luce non è la luce dura del sole ma è una luce che può avvicinarsi, può diventare la luce delle regioni settentrionali, può diventare la nebbia delle regioni settentrionali.
Mito dell'Europa ma prima di tutto di Europa, quindi storia molto antica di un personaggio femminile, che si ritrova secondo la tradizione a cogliere fiori sulla riva della Fenicia, viene affascinata dalla figura di Zeus in forma di toro che esce dalle acque, lo segue, viene trasportata fino all'isola di Creta e là avvengono le nozze fra Zeus ed Europa.
C'è da chiedersi però, e il punto più oscuro rimane questo, quale forza si sia concretata, abbia assunto forme in questo mito, tanto da permettergli di rimanere poi in una tradizione storica che arriva fino a noi.
Il figlio di Europa e di Zeus, Minosse, è rimasto nella tradizione come il legislatore, quindi ha impersonato la tradizione della prima cultura organizzata, ordinata, secondo modelli che poi si riproporranno attraverso la cultura greca, si riproporranno fino a tradizioni europee più recenti; e il nome stesso Europa e quanto gli restava di mito si è riempito di altri contenuti diversissimi fra loro che arrivano fino ad oggi e che si trasformano continuamente.

La Storia dell'Unione europea: link al sito dell'UE


La Storia dellUnione europea

Rispondi dopo aver studiato la pagina (riportata di seguito) al link https://europa.eu/european-union/about-eu/history_it#

I padri fondatori
Chi sono i due politici italiani inseriti tra i padri fondatori

1945-1959
Quali sono le due potenze che si fronteggiano nella Guerra fredda
Cosa accade nel 1956 in Ungheria
Che cosa accade nel 1957 a Roma

1959-1969
Da che cosa sono caratterizzati gli anni sessanta, quale settore registra uno sviluppo
Che cosa si intende con “generazione del '68”

1969-1979
Quali paesi europei entrano a far parte dell'Unione nel 1973
Quando si vota per la prima volta il Parlamento europeo
In quali paesi europei hanno fine le ultime dittature di destra

1979-1989
Con quale accordo si completa il processo di creazione del Mercato unico europeo
Che cosa accade nel 1989

1989-1999
Quali importanti trattati vengono firmati nel 1993 e nel 1999
Che cosa stabiliscono gli accordi di Schengen
Quali nuovi stati europei sono entrati a far parte dell'Unione dalla sua costituzione nel 1957

2000-2009
A che cosa fanno riferimento le divisioni politiche tra Europa occidentale e orientale
Qual eventi negativi segnano il primo decennio del XXI secolo
Quando viene siglato il Trattato di Lisbona

2010 ai nostri giorniQuanti sono attualmente gli stati dell'Unione europea
Oltre alla grave crisi economica globale quali altri problemi caratterizzano questi ultimi anni dell'UE


Nuovo link da studiare per martedì 9 maggio

I padri fondatori
Leader lungimiranti hanno ispirato la creazione dell'Unione europea in cui viviamo oggi. Senza il loro impegno e la loro motivazione non vivremmo nel clima di pace e stabilità che oggi diamo per scontato. Combattenti della resistenza o avvocati, i padri fondatori erano un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la pace, l'unità e la prosperità in Europa. Oltre ai padri fondatori indicati di seguito, molti altri hanno ispirato il progetto europeo e lavorato instancabilmente alla sua realizzazione. Questa sezione sui padri fondatori, pertanto, è ancora in divenire.
Konrad Adenauer Konrad Adenauer
Joseph BechJoseph Bech
Johan BeyenJohan Beyen
Winston Churchill Winston Churchill
Alcide de Gasperi Alcide de Gasperi
Walter Hallstein Walter Hallstein

Sicco MansholtSicco Mansholt
Jean Monnet Jean Monnet
Robert Schuman Robert Schuman
Paul-Henri Spaak Paul-Henri Spaak
Altiero Spinelli Altiero Spinelli

1945 – 1959 La pace in Europa – gli albori della cooperazione

L’Unione europea viene posta in essere allo scopo di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta la Comunità europea del carbone e dell’acciaio comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956. Nel 1957, il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), o "Mercato comune".

1960 – 1969 Un periodo di crescita economica

Gli anni '60 sono un buon periodo per l’economia, grazie anche al fatto che i paesi dell’UE non applicano più dazi doganali agli scambi reciproci. Essi convengono inoltre il controllo comune della produzione alimentare, garantendo così il sufficiente approvvigionamento di tutta la popolazione, e ben presto si comincia addirittura a registrare un surplus di produzione agricola. Il maggio 1968 è famoso in tutto il mondo per i moti studenteschi di Parigi, molti cambiamenti nella società e nel costume sono associati alla cosiddetta "generazione del ‘68".

1970 – 1979 Una comunità in crescita – il primo allargamento

Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito il 1° gennaio 1973, il numero degli Stati membri dell’Unione europea sale a nove. Il breve ma cruento conflitto arabo-israeliano dell’ottobre 1973 scatena una crisi energetica e problemi economici in Europa. La caduta del regime di Salazar in Portogallo nel 1974 e la morte del generale Franco in Spagna nel 1975 decretano la fine delle ultime dittature di destra al potere in Europa. La politica regionale comunitaria comincia a destinare ingenti somme di denaro alla creazione di nuovi posti di lavoro e di infrastrutture nelle aree più povere. Il Parlamento europeo accresce la propria influenza nelle attività dell’UE e, nel 1979, viene eletto per la prima volta a suffragio universale. Negli anni ’70 si intensifica la lotta contro l’inquinamento. L’UE adotta le leggi a tutela dell’ambiente, introducendo per la prima volta il concetto "chi inquina paga".
1980 – 1989 L’Europa cambia volto – la caduta del muro di Berlino

In seguito agli scioperi dei cantieri navali di Danzica, nell’estate del 1980, il sindacato polacco Solidarność ed il leader Lech Walesa diventano famosi in Europa e nel mondo. Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE, mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono all’UE cinque anni dopo. Nel 1986 viene firmato l’Atto unico europeo, che pone le basi per un ampio programma di sei anni finalizzato a risolvere i problemi che ancora ostacolano la fluidità degli scambi tra gli Stati membri dell’UE e crea così il "Mercato unico". Si produce un grande sconvolgimento politico quando, il 9 novembre 1989, viene abbattuto il muro di Berlino e, per la prima volta dopo 28 anni, si aprono le frontiere tra Germania Est e Germania Ovest. Ciò porta alla riunificazione della Germania orientale e occidentale nell'ottobre 1990.

1990 – 1999 Un’Europa senza frontiere

Con il crollo del comunismo nell’Europa centrale ed orientale i cittadini europei si sentono più vicini. Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle "quattro libertà" di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) e il trattato di Amsterdam (1999). I cittadini europei si preoccupano di come proteggere l’ambiente e di come i paesi europei possano collaborare in materia di difesa e sicurezza. Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria, Finlandia e Svezia. Una piccola località del Lussemburgo dà il nome agli accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle frontiere. Milioni di giovani studiano all’estero con il sostegno finanziario dell’UE. Viene semplificata anche la comunicazione, in quanto sempre più cittadini utilizzano il telefono cellulare ed Internet.

2000 – 2009 Ulteriore espansione

L’euro è ora la nuova moneta per molti europei, e nel corso del decennio viene adottata da un sempre maggior numero di paesi. L’11 settembre 2001 diventa sinonimo di "guerra al terrore" in seguito al dirottamento di aerei di linea che vengono fatti schiantare su alcuni edifici di New York e Washington. I paesi dell’UE intraprendono una più stretta collaborazione per combattere la criminalità. Con l’adesione all’UE di ben 10 nuovi Stati membri nel 2004, seguiti da Bulgaria e Romania nel 2007, si ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale. Una crisi finanziaria colpisce l’economia mondiale nel settembre 2008. Il trattato di Lisbona viene ratificato da tutti i paesi membri prima di entrare in vigore nel 2009. Con esso l’Unione europea si dota di istituzioni moderne e metodi di lavoro più efficienti.

Dal 2010 ai giorni nostri Un decennio difficile

La crisi economica globale colpisce duramente l'Europa. L’UE aiuta numerosi paesi ad affrontare le loro difficoltà e istituisce l’"Unione bancaria", allo scopo di rendere il settore bancario più sicuro e affidabile. Nel 2012 l'Unione europea riceve il premio Nobel per la pace. Nel 2013 la Croazia diventa il 28º Stato membro dell’UE. I cambiamenti climatici restano in cima all’agenda e i leader concordano di ridurre le emissioni nocive. Le elezioni europee del 2014 vedono crescere il numero degli euroscettici eletti al Parlamento europeo. Si inaugura una nuova politica di sicurezza a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia. L’estremismo religioso aumenta in Medio Oriente e in diversi paesi e regioni del mondo, provocando instabilità e guerre che spingono molti a fuggire dalle loro case e a cercare rifugio in Europa. L’UE, oltre al dilemma di come prendersi cura di loro, diventa anche l’obiettivo di diversi attacchi terroristici.

24 ottobre 2016

Qual è la città più grande del mondo

La nuova torre di Babele Metropolis di Fritz Lang

Rispondere a questa domanda non è affatto facile. Stabilire quali siano le città più grandi e popolose del mondo è complesso, dipende da cosa si intende per città. Il professore universitario Richard Green della  Northern Illinois University negli USA dice che quando parliamo di città, pensiamo a tre differenti concetti, per questo le liste delle città che gli organismi internazionali compilano spesso "comparano mele con pere", e non ci danno le informazioni che cerchiamo.

A questi link puoi scoprire di più:

BBC website - The world's biggest cities: How do you measure them?

en.wikipedia: World's largest cities

 en.wikipedia: List of urban areas by population

en.wikipedia: List of metropolitan areas by population

en.wikipedia: list of cities proper by population 

it.wikipedia: Le città invisibili di Italo Calvino

25 marzo 2015

Indice di svilupppo umano (screencast)




ISU SCREENCAST

Script dello screencast:

Siamo nel sito ufficiale del United nations development programme (UNDP) dedicato ai rapporti sullo sviluppo umano (Human development report).
UNDP elabora ogni anno l’ISU (indice di sviluppo umano) in inglese HDI (Human development index). (L’UNDP si occupa di promuovere il cambiamento e di connettere i paesi per condividere conoscenze, esperienze e risorse per aiutare le persone a creare una vita migliore. L’agenzia ha basi in 177 paesi e concentra il suo lavoro su quattro principali aree :
La riduzione della povertà nel mondo e il raggiungimento dei Millennium Developments Goals MDGs,
Il governo democratico
La prevenzione delle crisi e la ripresa
L’ambiente e l’energia per uno sviluppo sostenibile.)


Countries
In questa pagina troviamo una mappa dei paesi del mondo colorati in quattro diversi colori a seconda del loro ISU. I paesi sono divisi in quattro gruppi in blu scuro i paesi a ISU molto alto come gli USA, i paesi europei l’Australia e il Giappone, in azzurro i paesi ad alto ISU come il BRasile, il Messico, la Libia, la turchia, la Russia e la Cina, in verde scuro i paesi a medio indice come l’India, l’Indonesia, il Sud Africa la Bolivia, in verde chiaro i paesi a basso Isu come la Repubblica democratica del Congo, il pakistan e il Myanmar. Cliccando su ciascun paese si può vedere il profilo del paese.
Data
Table 1)
L’ISU è un indice numerico (0,001-1,000) che considera tre fondamentali aspetti della vita degli uomini : una vita lunga e sana, la conoscenza, una qualità della vita adeguata, misurando : aspettativa di vita alla nascita, indice di educazione (suddiviso in media degli anni di scolarizzazione e aspettativa di anni di scolarizzazione), e reddito nazionale lordo per capita (GNI) a long and healthy life, knowledge and a decent standard of living.

L’Isu è stato creato per dare importanza al fatto che le persone e le loro capacità sono gli unici criteri per stabilire il livello di sviluppo di un paese. L’ISU permette di capire come mai due paesi con lo stesso reddito nazionale lordo per capita abbiano ISU diversi e questo può essere utile per chiedere interventi politici nell’educazione, nella sanità e altro.
Per esempio possiamo notare che l’Italia ha un GNI superiore a quello della Slovenia ma si trova in posizione inferiore perché ha un indice di educazione inferiore. Oppure osservare che il bassissimo indice di educazione del Niger è in relazione al più basso ISU del mondo.

CREA TU UNO SCREEN CAST SULL'ISU

Consultando le pagine che ti sono state presentate Countries e Data crea uno screen cast che risponda alle seguenti domande :


Countries

1. In quali continenti sono concentrati i paesi a molto alto ISU, in quali quelli a basso ISU ?
2. Scegli per ciascuno dei quattro gruppi un paese e mostrane il profilo illustrando le sue diverse parti.

Data:
1. Cerca le tabelle Tasso di alfabetizzazione degli adulti, entrambi i sessi, (Adult literacy rate, both sexes) e Tasso di nascite tra le adolescenti (Adolescent birth rate) e illustrale.

23 marzo 2015

L'indice di sviluppo umano




Mappa dell'indice di sviluppo umano per gruppi (Report 2014, basato su dati 2013, pubblicato il 24 luglio 2014)
██ Molto Alto
██ Alto
██ Medio
██ Basso
██ dati non disponibili


L'indice di sviluppo umano, meglio conosciuto con l'acronimo ISU, è un indicatore di sviluppo macroeconomico elaborato nel 1990 dall’economista pakistano Mahbub ul Haq, utilizzato dall’ONU come misuratore della qualità della vita dei paesi. L’ISU si affianca al PIL (Prodotto interno lordo) e misura lo sviluppo umano superando la prospettiva della sola crescita economica per definire il livello di sviluppo di singoli paesi, regioni e città. L'ISU è la risultante di tre diversi fattori: il PIL pro capite, l’alfabetizzazione e la speranza di vita.
L’Isu è espresso con un numero in millesimi da 0 a 1. La metodologia per la costruzione dell’indice è cambiata più volte nel corso degli anni. Fino al 2009 le nazioni venivano divise in fasce in base al loro indice : indice sopra 0,900: paesi a molto alto sviluppo umano, indice compreso tra 0,800 e 0,900:nazioni ad alto sviluppo umano, indice compreso tra 0,799 e 0,500: nazioni a medio sviluppo, indice compreso tra 0,499 e 0 : nazioni a basso sviluppo.
Dal 2010 i paesi sono suddivisi in quattro gruppi in base al quartile (in statistica valore utilizzato per dividere l’insieme in quattro sotto-insiemi successivi contenenti un ugual numero di dati) in cui rientrano:
Primo 25% dei paesi: paesi a molto alto sviluppo umano (0,944-0,808)
Dal 25% al 50% dei paesi: paesi ad alto sviluppo umano (0,790-0,700)
Dal 50% al 75% dei paesi: paesi a medio sviluppo umano (0,598-0,556)
Ultimo 25% dei paesi: paesi a basso sviluppo umano (0,540-0,337)
L’Indice di sviluppo umano viene elaborato ogni anno dal UNDP (United Nation Development Programme) e pubblicato nel Human Development report .
Fin dall’inizio scopo dell’elaborazione dell’indice e della sua pubblicazione è stato quello di mettere al centro del dibattito politico ed economico sullo sviluppo le persone , "People are the real wealth of a nation", "le persone sono la vera ricchezza di un paese", ha scritto Haq all’inizio del primo rapporto sullo sviluppo umano, aggiungendo "il primo obiettivo dello sviluppo è di creare un ambiente in grado di permettere alle persone di godere di una vita lunga, sana e creativa."
Il concetto di sviluppo umano, elaborato dall’UNDP al fine di superare l’idea di sviluppo incentrato solo sulla crescita economica, riguarda ambiti fondamentali della vita degli uomini e delle donne : il rispetto dei diritti umani in particolare il diritto alla convivenza pacifica, i servizi sanitari e sociali, l’educazione della popolazione, la partecipazione democratica, l’equità delle opportunità di sviluppo e d’inserimento nella vita sociale.
Nel 2011 sono stati analizzati 185 paesi che sono stati aggregati in quattro gruppi a differente livello di sviluppo umano: molto alto, alto, medio e basso. Ad un livello elevato si pongono i paesi scandinavi, quelli oceanici e in generale quelli europei: dal 2000 in poi la Norvegia è sempre risultata al primo posto, a eccezione del 2007, quando è stata scavalcata dall’Islanda, che però in conseguenza della crisi economica iniziata nel 2008, è scivolata oltre le prime dieci posizioni. Questa crisi ha ridimensionato in maniera significativa i valori dell’ISU mondiale rispetto agli anni precedenti. Tra le potenze economiche, gli USA si collocano al 4° posto, mentre la Cina, anche a causa dell’elevata consistenza della popolazione, nonostante l’impetuosa crescita non rientra nei primi cento. Il Giappone, che nei primi anni Novanta del XX sec.è stato al primo posto, è ancora il primo Paese asiatico, ma nel 2011 si posizionava soltanto 12°. L’Italia si è collocata a lungo nei primi venti paesi, ma nel 2011 è scivolata al 24° posto.
Rispetto alla graduatoria delineata con il PIL non si rileva uno stravolgimento significativo: i paesi dell’OCSE hanno i valori più elevati, mentre in quelli dell'Africa sub sahariana si riscontrano quelli più bassi. Questo ha indotto molti a considerare l’ISU superfluo rispetto al PIL. Un altro elemento di criticità evidenziato dagli esperti è l’assenza di riferimenti legati all'ecologia.
Negli ultimi rapporti dello sviluppo umano è stato introdotto l’Indice di sviluppo umano aggiustato in base all’ineguaglianza (IHDI Inequality-adjusted human development index) che indica l’indice di sviluppo umano di una persona media quando vi è ineguaglianza nella distribuzione di salute, educazione e reddito. In uno stato di perfetta uguaglianza i due indici sono pari, maggiore è la loro differenza maggiore è l’ineguaglianza in un paese. L’IHDI è il reale indice di sviluppo umano prendendo in considerazione l’ineguaglianza, mentre l’Indice di sviluppo umano può essere considerato l’indice potenziale di sviluppo umano che potrebbe essere raggiunto se non vi fosse ineguaglianza.
(fonti wiki en, treccani lessico del XXI secolo)

23 novembre 2014

Ecosistema terrestre e paesaggi


Paul Cezanne Paesaggio 1865

Il geo-sistema o ecosistema terrestre.
La Terra è un sistema, ovvero un insieme di più elementi che interagiscono attraverso specifiche relazioni.
I quattro elementi principali del geo-sistema sono :
la geosfera : il globo terrestre di consistenza solida,
l’idrosfera : l’insieme delle acque che ricopre per oltre due terzi la geosfera ;
l’atmosfera : un involucro gassoso che avvolge entrambe ;
la biosfera : l’insieme di tutti gli esseri viventi e degli ambienti che li ospitano. La biosfera è uno spazio di una ventina di chilometri che comprende la parte più superficiale della litosfera (il suolo, le grotte), tutta l’idrosfera e gli starti più bassi dell’atmosfera.

Il termine ecosistema indica un sistema composto da un luogo naturale e dalle piante e gli animali che lo abitano e interagiscono con esso. Il luogo con le sue componenti inanimate (suolo, acqua, aria) è la componente abiotica (non vivente) dell’ecosistema ; gli animali e le piante sono la componente biotica cioè vivente.
L’ecosistema terrestre è come un mosaico composto di innumerevoli ecosistemi minori ; sono ecosistemi uno stagno, un bosco, le praterie i deserti, il mare etc..

L’equilibrio degli ecosistemi.
Tutti gli ecosistemi si mantengono stabili attraverso meccanismi di autoregolazione, detti feedback negativi, che agiscono spontaneamente in presenza di alterazioni dell’equilibrio naturale.
Per esempio in un pascolo la disponibilità di erba e il numero di animali erbivori si autoregolano. In presenza di molta erba aumentano gli erbivori, quando il numero di erbivori diventa eccessivo rispetto alla disponibilità di foraggio il loro numero inizia a diminuire. Il meccanismo di feedback negativi, cioè che non provocano un mutamento dell’ecosistema, funziona solo se le alterazioni dell’equilibrio non sono tali da provocare dei meccanismi che accelerano sempre di più l'alterazione dell’ecosistema, detti feedback positivi. Per esempio un cambiamento climatico può provocare la trasformazione completa di un ecosistema e la scomparsa di alcuni o tutti gli esseri viventi in esso.

Ecosistema terrestre ed energia solare.
L’ecosistema terrestre funziona grazie all’energia del Sole. Il Sole riscalda la terra, l’acqua e l’atmosfera provocando il movimento delle correnti marine e dei venti e il ciclo idrologico, cioè il processo che trasforma l’acqua degli oceani e della terra in vapore acqueo che sale verso l’atmosfera e ritorna alla terra sotto forma di precipitazioni. Una parte dell’energia solare assorbita dalla terra e dall’acqua viene rimessa nello spazio sotto forma di calore, ovvero di radiazione infrarossa. Per questo l’ecosistema terrestre è continuamente attraversato da un flusso di energia.
Questo flusso di energia trasforma e sposta in continuazione la materia sia vivente sia non vivente che si trova nel sistema. A questi processi si dà il nome di cicli geochimici. Fra i principali ricordiamo il processo che trasforma l’ossigeno in anidride carbonica nei processi di respirazione e combustione e quello della fotosintesi operata dalle piante che ritrasforma l’anidride carbonica in ossigeno.

I paesaggi : le montagne, i mari, i fiumi.
Il paesaggio è il luogo naturale nel quale avvengono le interazioni tra gli elementi di un ecosistema.

L’uomo e la montagna
Le montagne in genere hanno sempre costituito un ostacolo alla penetrazione degli uomini, sia per la difficoltà di transito, sia per la crudezza del clima e la ristrettezza dello spazio adatto alle colture.
Le montagne  si oppongono all’incontro dei popoli e alla propagazione delle tecniche.
La difficoltà di accesso può fare della montagna un’area di accantonamento di popoli rifugiati e di tecniche arcaiche, per esempio i cristiani maroniti sui rilievi del Libano sono riusciti a difendersi dal l’espansione islamica.
Storicamente le antiche civiltà sono fiorite in prevalenza nelle pianure dei grandi fiumi : i Sumeri, i Babilonesi in Mesopotamia e gli Egizi nella valle del Nilo, ma sono esistite importanti civiltà d’altopiano : i Persiani in Iran, gli Aztechi in Messico, gli Inca in Perù.
Col crescere dell’altitudine diminuisce la temperatura e aumentano le precipitazioni. Nelle regioni montuose man mano che si procede in altezza si riduce il numero delle piante coltivabili, infatti ogni pianta ha un limite altimetrico al di sopra del quale non è possibile la maturazione, parallelamente diminuisce il numero degli abitanti e si delinea il limite altimetrico dell’insediamento umano. Questi limiti variano a seconda delle zone climatiche, per esempio nelle regioni tropicali il limite altimetrico di alcuni cereali è di 2000-2500 m. e in queste aree le zone elevate sono preferite perché sono più salubri.
Sulle montagne conta molto anche l’esposizione, il versante esposto a sud, a solatio, è più caldo e più coltivato, quello rivolto a nord, a bacìo, è più freddo e ombroso e adatto a boschi e prati. Alle latitudini intertropicali l’esposizione non è importante perché il sole, che passa allo zenit due volte all’anno, si discosta poco dalla verticale.
La trasformazione prodotta dalla rivoluzione industriale del XIX e XX secolo ha portato allo spopolamento delle montagne. Il flusso migratorio si è riversato nelle grandi città delle pianure.

L’uomo e il mare.
Il mare attrae gli uomini. Quasi un terzo della popolazione mondiale vive nelle fasce costiere, fino a 50 km dal mare. L’attrazione del mare è dovuta al clima, alla possibilità di scambi commerciali, alla pesca.
La pesca è il principale sfruttamento del mare. Come la caccia la pesca è una delle più antiche attività dell’uomo, ma mentre la caccia è divenuta in quasi tutto il mondo un hobby, la pesca dà ancora un grande contributo all’alimentazione degli uomini. Per lungo tempo il pesce si è potuto consumare solo nei luoghi vicini a dove veniva pescato perché non si sapeva conservare il pesce, a parte aringhe e merluzzi sotto sale o affumicati. Con l’invenzione dei carri frigoriferi e l’accresciuta velocità dei mezzi di trasporto si è potuto trasportare il pesce molto lontano dai mari e dai fiumi. Il consumo di pesce è aumentato nel mondo anche se in modo molto diverso a seconda dei paesi.
La pesca è uno sfruttamento distruttivo delle risorse. Essa interrompe la catena alimentare della vita marina. Il primo anello di questa catena è il fitoplancton, l’insieme dei microrganismi vegetali che prosperano a miliardi fin dove penetra la luce, al massimo 150m di profondità, nutrendosi di sali minerali e di zuccheri. Il fitoplancton è l’alimento di moltissimi animali che formano un insieme detto zooplancton, che è il cibo dei pesci piccoli che sono l’alimento dei pesci più grossi.
La pesca è praticata nelle aree con condizioni favorevoli all’addensarsi dei pesci. La FAO (Food and agriculture Organization of United Nations) ha individuato 27 principali area di pesca in tutto il mondo, otto aree interne, fiumi e laghi, e diciannove aree marine appartenenti a oceani e mari adiacenti, le aree sono identificate dal loro nome e un codice di due cifre. Il Mar Mediterraneo fa parte della zona FAO 37, divisa in tre sub aree Mediterraneo occidentale 37.1, Mediterraneo centrale 37.2, Mediterraneo orientale 37.3.
Il mare è anche un'enorme riserva di altre sostanze organiche e inorganiche utili all’uomo, per esempio il cloruro di sodio, cioè il sale, che si raccoglie nelle saline, distese sottili di acqua marina che evapora sotto i raggi del sole lasciando depositare il sale. Per estrarre altre sostanze sono necessari procedimenti molto complessi e che richiedono molta energia, per questo si tende ad abbinare gli impianti di estrazione con quelli di dissalazione per ottenere acqua dolce per irrigare i campi in zone aride. Inoltre sono molto interessanti i sedimenti e le rocce dei fondali marini della piattaforma continentale che sono considerati ricchi di risorse minerarie pari a quelle della terraferma.

L’uomo e i fiumi.
Nell’antichità fiorirono numerose civiltà potamiche, sorte lungo i fiumi che permettevano l’irrigazione dei terreni agricoli : gli Egizi sul Nilo, i Sumeri e i Babilonesi tra il Tigri e l’Eufrate, gli Indiani nella valle del Gange, i Cinesi sul Fiume Giallo e sul Fiume Azzurro. Queste civiltà sono state chiamate "civiltà idrauliche" perché la loro organizzazione politica religiosa e sociale dipendeva dalle acque del fiume su cui sorgevano.
Ancora oggi le valli dei fiumi sono i luoghi più favorevoli alla produzione e al popolamento. I fondivalle offrono ottimi suoli coltivabili e spazi idonei allo sviluppo di città e paesi. I fiumi forniscono acqua per l'irrigazione, per la produzione di energia elettrica e sono delle vie di comunicazione facile ed economica. Per questo le valli sono densamente popolate in tutto il mondo, è raro che alla confluenza di due fiumi o presso alla foce non via sia qualche importante città. Per esempio in Europa la valle padana del fiume Po nell’Italia del nord e la valle del Reno appartenente allo stato della Renania Settentrionale Vestfalia in Germania sono tra le zone più densamente abitate e produttive dell’Europa, ma anche nella foresta amazzonica i nuclei di popolamento si trovano solo lungo le rive dei fiumi, che sono le uniche zone abitabili dell’inestricabile groviglio di vegetazione della foresta. Il progresso tecnico permette di sfruttare sempre meglio le acque dei fiumi e di controllare le piene per evitare le inondazioni. Un impegno continuo nel tempo deve essere la difesa contro le piene dei fiumi, dovute soprattutto alle piogge violente e prolungate. La piena dell’Arno che devastò Firenze nel 1966 fu causata da piogge torrenziali che in pochi giorni riversarono su tutto il bacino del fiume più acqua di quella di un intero anno di piogge. Nei nostri giorni si assiste sempre più di frequente alle distruzioni provocate dalla violenza delle acque che straripano dai fiumi in piena. Per difendersi gli uomini costruiscono potenti argini che però spesso non sono sufficienti a contenere la piena del fiume. Per poter essere efficaci gli argini dovrebbero lasciare in mezzo un’ampia fascia di territorio dove il fiume possa espandersi quando straripa, ma raramente gli uomini hanno adottato questa soluzione che comporta una grande perdita di terreni coltivabili. Restringendosi sempre di più lo spazio dei fiumi questi quando straripano distruggono il territorio dell’uomo.

09 novembre 2014

Global warming



Umberto Boccioni La città che sale 1910, MoMA New York

Il riscaldamento globale (global warming) è l’aumento della temperatura media del clima della terra osservato negli ultimi cento anni.
A partire dall’inizio del 20° secolo la temperatura dell’aria e della superficie dei mari è aumentata di circa 0.8 °C, i due terzi dell’incremento sono avvenuti a partire dal 1980.
Il tasso dell’aumento della temperatura della terra nella seconda metà del periodo 1906 – 2005 è stato doppio rispetto alla metà precedente del periodo : 0.13±0.03 °C per decade, versus 0.07±0.02 °C per decade. Ciascuna delle ultime tre decadi è stata più calda di qualsiasi precedente decade dal 1850.
Il riscaldamento risultato dalla registrazione strumentale della temperatura è coerente con un ampio raggio di osservazioni compiute da gruppi scientifici indipendenti l’uno dall’altro, la possibilità che questi cambiamenti siano avvenuti casualmente è pari a zero.
La comprensione scientifica della causa del riscaldamento globale è aumentata.
Il quarto rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico. Gruppo scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ed il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) allo scopo di studiare il riscaldamento globale. Premio Nobel per la pace nel 2007) del 2007 riporta che gli scienziati sono certi che il riscaldamento globale è prodotto dalla crescente concentrazione di gas serra prodotti dalle attività degli uomini. Nel 2010 questa scoperta è stata riconosciuta dalle organizzazioni scientifiche di tutti i maggiori paesi industrializzati. .
Nel suo rapporto del 2013 l’IPCC ha stabilito che la principale causa del riscaldamento globale sono le emissioni di biossido di carbonio prodotte dalla combustione di petrolio e carbone, dalla produzione di cemento e dalla deforestazione.
"L’influenza umana è stata accertata nel riscaldamento dell’atmosfera e dell'oceano, nei cambiamenti del ciclo dell’acqua, nell’innalzamento del livello dei mari e nei cambiamenti di alcuni fenomeni climatici estremi. L’evidenza dell’influenza umana è aumentata a partire dal quarto rapporto dell’IPCC del 2007. È molto probabile che essa sia la causa principale del riscaldamento a partire dalla metà del 20° secolo." IPCC AR5 WG1 Summary for Policymakers
Nel quinto rapporto dell’IPCC del 2013 (AR5) le proiezioni grafiche sul clima mostrano per il 21° secolo un aumento della temperatura della superficie terrestre da 0.3 a 1.7°C per lo scenario a più bassa quantità di emissioni e da 2.6 a 4.8°C per a più alta.
Il cambiamento climatico e il suo impatto sugli uomini e la terra sarà diverso da regione a regione della terra. Gli effetti di un aumento della temperatura globale includono un innalzamento del livello dei mari, un cambiamento nella quantità e nella distribuzione delle precipitazioni e una probabile espansione dei deserti sub tropicali.
Il riscaldamento sarà più forte al Polo artico con un continuo restringimento dei ghiacciai del permafrost, e dei ghiacci marini. Altri effetti del riscaldamento includono una maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi come ondate di calore, siccità, piogge eccezionali , acidificazione degli oceani e estinzione di specie animali a causa delle variazioni nel regime della temperatura. Effetti significativi per gli uomini includono la minaccia della diminuzione dei raccolti e la distruzione dell’habitat dovuto alle inondazioni.

Possibili risposte al riscaldamento globale sono : la mitigazione dei suoi effetti tramite la riduzione delle emissioni, l’adattamento ai suoi effetti, l’attivazione di sistemi capaci di assorbire e adattarsi ai suoi effetti e l’ingegneria climatica , tecnica che opera in due principali direzioni : la rimozione delle emissioni di gas serra e il trattamento delle radiazioni solari.
La maggior parte dei paesi del mondo (196) fanno parte del UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) una convenzione stipulata alla fine del primo Earth Summit tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992. Nel 1997 i paesi membri hanno stipulato il Protocollo di Kyoto in cui i paesi si impegnano a ridurre le emissioni di gas serra e riconosce che a) esiste il riscaldamento globale, b) esso è causato dalle emissioni di biossido di carbonio prodotte dagli uomini. Nel corso degli anni sono state numerose le riunioni dei paesi aderenti (COPs Conference of Parties), l’ultima si è tenuta a Doha in Quatar nel 2012. La conferenza ha stabilito di prolungare il Protocollo di Kyoto fino al 2020 e di promuovere un nuovo protocollo che lo sostituirà a partire dal 2020 ; nella conferenza è stato formulato il concetto di "perdita e danno" che stabilisce il principio che le nazioni più ricche possono essere riconosciute finanziariamente responsabili nei confronti delle altre nazioni del mancato raggiungimento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni.
L’UNFCCC ha stabilito che radicali tagli delle emissioni sono richiesti e che in futuro il riscaldamento globale deve essere contenuto al di sotto del 2°C rispetto al livello pre- industriale.

02 novembre 2014

ECOLOGIA PAESAGGIO CLIMA


Paul Gauguin Paesaggio di Hiva Oa Isole Marchesi Oceano Pacifico, 1903
L'ecologia è una scienza naturale che studia le relazioni tra gli organismi viventi e il loro ambiente. Il nome è stato coniato dal biologo tedesco Ernst Haeckel nel 1866, in riferimento alla parola greca oikos=casa, per indicare l'insieme dei rapporti tra le specie e il loro ambiente. L'inizio reale del suo sviluppo come disciplina scientifica data però solo dalla fine del secolo (1895), e fino al 1960 circa essa è rimasta una branca specialistica, e di fatto marginale, della zoologia e della botanica. A partire da quella data l'ecologia ha rapidamente ampliato i suoi contenuti, sino a comprendere l'intera 'problematica ambientale', ed è divenuta oggetto di grande attenzione collettiva.
L'ecologia interessa le scienze sociali almeno sotto tre profili. In primo luogo, ad essa si è direttamente ed esplicitamente ispirata una vera e propria scuola sociologica, detta dell ''ecologia umana', fiorita all'Università di Chicago negli anni venti e trenta e continuata poi in vari modi fino ai nostri giorni, con diverse trasformazioni anche nel nome (ecologia urbana, ecologia sociale, scuola del complesso ecologico, ecologia umana sociologica, ecc.).
In secondo luogo, l'ecologia si è posta, a partire dagli anni venti, come uno dei possibili luoghi di convergenza tra le scienze della natura e quelle dell'uomo, e negli anni più recenti come una possibile super-scienza 'sintetica', 'architettonica', in grado di organizzare le conoscenze di una grande molteplicità di discipline, sia sociali che naturali, in un quadro teorico unitario, di grande respiro, 'olistico' e 'macroscopico', finalizzato alla comprensione della struttura e dei processi della biosfera o 'ecosistema globale'.
In terzo luogo, l'ecologia, proponendosi come scienza in grado di affrontare e risolvere alcuni dei più gravi e inquietanti problemi del nostro tempo, è divenuta oggetto di acuto interesse da parte di un pubblico sempre più largo. Da modesta e relativamente oscura disciplina accademica è divenuta corrente di pensiero, ideologia, movimento sociale (ecologismo, ambientalismo, ecologia politica) e istituzione pubblica (ministeri dell'ecologia e assessorati all'ecologia). Tale fenomeno sollecita l'attenzione di diverse branche della sociologia (dei fenomeni culturali, della politica, dei movimenti sociali, ecc.).
L’ecologia è dunque una scienza sia naturale sia sociale e i suoi studi sono interdisciplinari e hanno rapporti con discipline come: la storia , l'antropologia, la geografia umana, l'economia e così via.
L'ecologia umana
L’ecologia umana considera l’uomo come un animale più o meno adattato alle condizioni ambientali e come un elemento dell’equilibrio biologico tra gli esseri viventi.
Nel soddisfare i suoi bisogni l’uomo di adatta facilmente alla natura. L’adattamento dell’uomo alla natura è detto : diretto quando ad esempio si difende dal freddo con vestiti ; indiretto quando per esempio sostituisce alla vegetazione spontanea altre piante alimentari. L’uomo infatti attua nei confronti della natura un adattamento non passivo ma attivo, egli per mezzo della tecnica riesce ad adattare l’ambiente alle sue esigenze.
Ai nostri giorni sono pochissimi i luoghi che l’uomo non ha profondamente trasformato, l’uomo nella maggior parte del mondo ha sostituito all’antico equilibrio naturale un nuovo equilibrio biologico. Già nel 1964 dagli studi effettuati nell'ambito del Programma Biologico Internazionale (IBP Internazionale BiologicalProgram )risultò che era ormai difficile trovare ambienti ed ecosistemi non alterati, in misura più o meno profonda, dalle attività dell'uomo.

Il paesaggio
Chiamiamo paesaggio il luogo in cui funziona un ecosistema. L’ecosistema è l’insieme delle interazioni degli organismi viventi e dei loro rapporti con gli elementi non viventi ; esempi di ecosistemi sono : la foresta pluviale, la barriera corallina.
Il paesaggio e i suoi ecosistemi formano un insieme complesso e dinamico.
Tra uomo e paesaggio è corretto parlare di influenze più che di cause determinanti.

Il clima
La principale influenza che il paesaggio esercita sull’uomo è quella esercitata dal clima, che agisce direttamente sull’organismo umano e sulla vegetazione.
Il clima è il complesso delle condizioni meteorologiche derivanti dagli elementi del clima: temperatura atmosferica, umidità, pressione atmosferica, venti, precipitazioni, che caratterizzano una località o una regione nel corso dell’anno, mediato su un lungo periodo di tempo. Si distingue dal tempo (in senso meteorologico), che è una combinazione solo momentanea degli elementi medesimi. Più rigorosamente, si definisce il clima come la descrizione statistica in termini dei valori medi e della variabilità delle quantità rilevanti dei citati elementi del clima in un periodo di tempo che va dai mesi alle migliaia o ai milioni di anni. Secondo la definizione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, il periodo di media classico è di 30 anni.
I valori degli elementi del clima sono determinati, o quanto meno influenzati, dai fattori del clima, distinti in fattori cosmici (movimenti e forma della Terra) e geografici (latitudine, altitudine, distanza dal mare, orientamento delle masse continentali e dei sistemi montuosi, correnti marine, azione umana).
L’uomo può vivere sotto climi molto diversi grazie alle caratteristiche del suo organismo.
Si chiama acclimatazione la capacità di adattamento a un clima diverso da quello originario che riguarda non il singolo individuo ma interi gruppi e non per un breve periodo ma per più generazioni.
Distinguiamo tra climi umani e climi inumani.
Climi umani sono quelli con almeno una stagione umida (climi temperati e monsonici) cioè favorevoli alle coltivazioni di cui gli uomini hanno bisogno, sono quelli nel cui ambito vivono i due terzi dell’umanità. Sono climi inumani quello glaciale e quello desertico inadatti alle colture e quindi al popolamento. Tra gli elementi del clima ha importanza massima ai fini agricoli la combinazione del calore e dell’umidità.
Sebbene i fenomeni fondamentali del clima sfuggano al dominio dell’uomo, su scala limitata è possibile modificare qualche aspetto locale del microclima, soprattutto in rapporto alle esigenze agricole, le serre, l’uso di candelotti fumogeni contro le brinate, gli spari in quota per rompere le nubi temporalesche e scongiurare le grandinate sono esempi di alcune delle tecniche messe in atto dall’uomo per addomesticare il clima.

20 ottobre 2014

Introduzione alla geografia umana: spazio - luogo - non luogo


Edward Hopper
Evoluzione della disciplina. La geografia è la scienza dello spazio e si occupa del suo utilizzo da parte dell’uomo. Il termine sembra essere stato coniato da Eratostene 2200 anni fa. I geografi del mondo antico idearono meridiani e paralleli, esaminarono le correlazioni tra clima e latitudine, descrissero terre e mari conosciuti, studiarono le cause di alcuni mutamenti morfologici dell’ambiente e persino alcuni aspetti di geografia umana. Strabone, ad esempio, diffidava dell’assunto secondo il quale il comportamento umano è determinato dall’ambiente fisico, ritenendo che l’uomo fosse piuttosto un elemento attivo nel rapporto con l’ambiente. Anche i cinesi, in modo indipendente, giunsero ad analoghi progressi nella conoscenza geografica. Nel Medioevo la Geografia fu oggetto di studio da parte degli arabi, che conservarono molte delle opere greco-romane. Nei tempi moderni la Geografia si è giovata del rapido sviluppo delle scienze naturali ed umane, del sempre più ampio utilizzo di censimenti e rilevazioni statistiche, ed infine delle rilevazioni satellitari.
La geografia umana.
Si occupa del rapporto fra esseri umani e spazio e dei paesaggi antropici (relativi all’uomo) che emergono da tale rapporto. I suoi modelli e le sue analisi ci fanno conoscere la crescente complessità delle interazioni umane nello spazio e delle conseguenti problematiche, cercando di indicare le possibili soluzioni.
Nozioni di base
Concetto di spazio. Per il geografo lo spazio, inteso in senso assoluto, è quell’area geografica, misurabile e dai confini determinabili. Inteso in senso relativo, è un prodotto sociale, mutevole nel tempo in funzione della mutazione delle attività che in esso si svolgono e delle loro interrelazioni.
Diverso è il concetto di luogo, che è comunemente inteso come sinonimo di ubicazione (posizione su una mappa), ma che per il geografo fa riferimento agli attributi e al senso che ogni essere umano associa ad una certa ubicazione.
Il luogo ha un’ubicazione, una direzione ed una distanza in relazione ad altri luoghi, una dimensione, una struttura fisica, un contenuto culturale, con caratteristiche variabili nel tempo ed in correlazione con quelle di altri luoghi. I luoghi, inoltre, possono essere raggruppati in unità definibili regioni, in base ai loro tratti comuni e distintivi.
Per valutare lo spazio che ci circonda, utilizziamo i concetti di ubicazione, direzione e distanza.
L’ubicazione può essere assoluta, se identifica un luogo in base ad un sistema preciso e riconosciuto di coordinate. È relativa quando la posizione è valutata in rapporto a quella di altri luoghi, importanti anche per una valutazione economica dell’ubicazione stessa. I geografi distinguono pure tra sito e situazione di un luogo. Il sito è un concetto di ubicazione assoluta, ma è più comprensivo di una ubicazione matematica in quanto suggerisce qualcosa sulle caratteristiche del luogo. La situazione si riferisce alle relazioni del luogo con altri luoghi: è perciò un concetto di ubicazione relativa.
La direzione può essere assoluta o relativa. La direzione assoluta si basa sui punti cardinali, la direzione relativa è invece relazionale e varia a seconda della prospettiva: l’Asia orientale è per noi Estremo Oriente, ma il termine è utilizzato anche negli USA occidentali (che sono in buona misura un’estensione della nostra civiltà), da dove invece l’Asia orientale è più facilmente raggiungibile procedendo verso ovest.
La distanza. Anche essa può essere considerata in senso assoluto, se si riferisce ad una misurazione secondo unità standard (es.: chilometri), o relativo, se è misurata mediante unità meno oggettive ma più significative per l’individuo (es.: distanza in termini di tempo occorrente per coprirla con un certo mezzo di trasporto, o in termini di costo, o di rischio). La valutazione della distanza relativa è connessa anche ad elementi psicologici e pertanto uno stesso percorso può dar luogo a valutazioni diverse a seconda dell’individuo e del momento (giorno o notte, estate o inverno, percorso esplorativo o abituale).
Spazio e Luogo
Lo spazio si pensa, i luoghi si abitano. Lo spazio si attraversa, nei luoghi si sosta. Lo spazio è l'astratto, il luogo il concreto. Tuttavia, il luogo non è solo uno spazio determinato, particolare, definito da coordinate precise. Il luogo è qualcosa che ha a che fare con la memoria, con le emozioni e con il desiderio. Come la città calviniana di Ersilia, i luoghi sono una trama intessuta di rapporti. I luoghi stanno alla storia vissuta, come lo spazio sta al tempo cronometrato. Perciò, mentre i luoghi si riconoscono - si odiano e si amano -, gli spazi semplicemente si misurano. Ne consegue che i luoghi siano, in prevalenza, figure della differenza e della qualità, gli spazi dell'uniformità e della quantità. Nel luogo domina il significato originario del raccogliere e del riunire, nello spazio quello dell'intervallo e, quindi, della separazione, del confine e del conflitto. Ma se anche, per legge, posso farti spazio o negartelo, è solo nel luogo che ti posso accogliere. E' solo qui, dunque, che l'ospitalità può aver luogo.
(Andrea Tagliapietra Lo spazio e il luogo. La memoria ospitale)

Il non - luogo
Per il filosofo Marc Augé, la “surmodernità” è inscritta in un panorama globalizzato dominato dai “non-luoghi empirici”, che si definiscono in base al loro fine di “trasporto, transito, commercio, tempo libero”. I non-luoghi sono luoghi effimeri e fluttuanti di passaggio, “spazi di circolazione, di consumo, di comunicazione”1 attraverso cui transita la collettività nell’attualità di un progressivo “restringimento planetario e di un’accelerazione della storia”. Sono aeroporti, stazioni, metropolitane, iper-mercati, centri commerciali, fast-food, autostrade. Il non-luogo si definisce per contrasto rispetto al “luogo antropologico”, “in cui sono inscritti il legame sociale e la storia collettiva”. Il luogo è “identitario, relazionale e storico”, si fonda sull’interazione reciproca tra urbs e civitas. Il luogo è SPAZIO+IDENTITA’. Viceversa, il non-luogo è uno SPAZIO senza IDENTITA’, nel quale la civitas si è geneticamente metamorfizzata nella civiltà omologante dei consumi.
La metropoli contemporanea è il precipitato, la concrezione materiale di non-luoghi, di grovigli di impianti infrastrutturali per il trasporto, in cui regnano la dispersione, flussi energetici di masse, una nuova forma di “contrattualità solitaria tra individuo e spazi”, una scintillante “dappertuttità”, ossia l’eliminazione della percezione tradizionale di altrove, tramutato in ovunque e nel “riconoscimento planetario dell’anonimo” incarnato, per esempio, da brand famosi.

da “Self Organized Criticality. Oltre il determinismo: la pianificazione dei sistemi complessi. Città territorio ed economia nella Contemporaneità” - corso ASTRE (Alta Scuola Roma Tre Università di Roma) del Prof. Paolo Desideri Titolo tema: “Il concetto di spazio, di luogo e di non-luogo nella metropoli contemporanea”

                                                   “Koyaanisqatsi”(1982)

10 aprile 2014

Grattacieli a Milano

GRATTACIELI A MILANO: PALAZZO LOMBARDIA, TORRI MAIRE TECNIMONT  (EX GARIBALDI) TORRE UNICREDIT, DIAMANTONE
STAZIONE VARESINE


Grattacieli a Milano foto

MILANO ALTA

PIAZZA GAE AULENTI

Torri Garibaldi video


TORRE BREDA

TORRE BREDA PIAZZA DELLA REPUBBLICA 32 E PIRELLONE PIAZZA DUCA D'AOSTA 3

TORRE GALFA VIA GUSTAVO FARA 41

TORRI GARIBALDI

TORRI GARIBALDI DURANTE IL RECLADDING

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